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"La bella politica e altre anomalie" di Paolo Fai

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Il Blog della Sampognaro & pupi racconta cosa si dice in città di scrittori e scrittura, proponendo le critiche e le recensioni dei suoi libri, ma anche interviste e approfondimenti in merito al mondo letterario.

 

"La bella politica e altre anomalie" di Paolo Fai

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"La bella politica e altre anomalie", l'ultimo libro di Paolo Fai è stato presentato nella sede del Centro studi Arti e Scienze "Il Cerchio". Alla presenza dell'autore, a tratteggiare i contenuti del libro-raccolta di saggi di varia cultura e recensioni di libri scritti nell'arco del ventennio 1994/2015 su riviste e giornali siciliani e nazionali- è stato Sebastiano Amato, insigne grecista e latinista e presidente della Società siracusana di Storia Patria.

Amato ha più volte sottolineato che la "scrittura chiara e insieme sorvegliata rende godibile e accattivante la lettura del libro, la cui linea portante è la figura e il ruolo dell'intellettuale nella società". Pur nella varietà dei temi trattati, dalla democrazia alla scuola, dal rapporto tra Stato e Chiesa al disamore che i siracusani nutrono per la loro città, "bella e perduta", dalla critica letteraria (intesi i "medaglioni" di Giulio Einaudi e di Carlo Muscetta) a quella musicale (la lucida recensione al libro "Analfabeatles" di Massimo Carboni, dove fai spiega perchè i Beatles rivoluzionarono la musica pop-rock negli anni '60 del secolo scorso), l'elemento unificatore è appunto l'intellettuale, cioè la figura sociale che, sempre, deve scompigliare le "idee ricevute" dai suoi concittadini. Come faceva Socrate, che educando al dubbio, minava le certezze conformistiche degli ateniesi del suo tempo. Paolo Fai, già professore di latino e greco, pone dunque al centro della società la cultura e, quindi, la fondamentale educativa di impegno civile che nella società spetta all'intellettuale. Perchè la cultura è il lievito critico di una società, altrimenti appiattita sui modelli imposti dai media (televisione in primis), che banalizzano la densità dei problemi, sociali e politici.

Il professore Amato ha più volte ribadito come il fil rouge che innerva il libro di Fai sia "la salda conoscenza della cultura greco-latina, come cornice idealtipica nella quale si possono inserire figure e vicende dell'attualità".

Dopo la brillante e puntuale presentazione del professore Amato, Fai ha chiarito alcuni aspetti del libro. A cominciaredall'esergo, dove viene riportata una riflessione dello scrittore argentino Ricardo Piglia sul doppio ruolo di Ernesto "Che" Guevara, di intellettuale e politico, che incarnò, in un nodo inscindibile, fino alla sua morte, per continuare con un'altra osservazione di Paolo Di Stefano (che firma la prefazione) sui rapporti tra Stato e Chiesa, riguardo ai quali "Fai rivendica con grande forza la laicità tradita dello Stato italiano e le commistioni con la politica vaticana".

Tra il folto pubblico dei presenti, apprezzati gli interventi di Corradi Di Pietro e di Carmelo Saraceno, sul difficile e complesso rapporto tra la politica e gli intellettuali, non pochi dei quali sovente tradiscono il loro statuto di uomini liberi, al servizio solo del pensiero critico, e si mettono al serviio del potente di turno, diventandone cortigiani.

L.S.

La Sicilia 18/12/2016