Il Premio Letterario Nazionale Elio Vittorini 2025 entra nella volata finale: la cerimonia conclusiva è fissata per sabato 6 settembre 2025, all’Antico Mercato di Ortigia (Siracusa), a chiusura della Settimana Vittoriniana (che avrà luogo nei giorni 3–6 settembre). In finale per questa edizione del Premio sono: Giuseppe Catozzella, Wanda Marasco ed Elisabetta Rasy. Come da regolamento, il voto della Giuria dei lettori si sommerà a quello della Commissione per proclamare il vincitore. Ma poniamo i riflettori sui titoli in gara:
Giuseppe Catozzella – Il fiore delle illusioni (Feltrinelli)
Un romanzo di formazione e di frontiera: Francesco cresce tra la periferia milanese e la Basilicata, diviso fra due Italie e due idee di futuro; al centro, il legame con il cugino Luciano e la resa dei conti con sogni e disincanto. Un libro che parla di identità, mobilità sociale e Sud/Nord con ritmo narrativo e sguardo civile.
Wanda Marasco – Di spalle a questo mondo (Neri Pozza)
La storia lirica e dolorosa di Ferdinando Palasciano—medico risorgimentale che intuì la neutralità dei feriti di guerra—e della moglie Olga Pavlova Vavilova. Un romanzo storico-esistenziale sulla cura, la follia, l’amore e Napoli, già nella dozzina dello Strega e nella cinquina del Campiello 2025. La potenza della lingua e la complessità dei personaggi ne fanno un candidato fortissimo.
Elisabetta Rasy – Perduto è questo mare (Rizzoli)
Un romanzo-memoir che scava nel rapporto padre–figlia, tra memorie napoletane degli anni ’50, amicizie (spicca Raffaele La Capria) e interrogazioni sul lutto e sull’eredità affettiva. In cinquina allo Strega 2025, il libro intreccia narrazione e meditazione con rara finezza saggistica.
In definitiva…
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Marasco arriva con un curriculum di riconoscimenti e un impianto stilistico di grande ambizione: se la giuria privilegerà spessore letterario e respiro storico (si dice sia la favorita).
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Rasy ha il consenso critico e un tema universale (il padre) trattato con eleganza saggistico-narrativa: potrebbe convincere una giuria sensibile alla maturità autoriale.
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Catozzella porta la questione generazionale e geografica italiana con empatia e impatto sociale: carta forte se prevarrà la lettura del Vittorini come premio alla contemporaneità civile.
A Siracusa, il 6 settembre, conosceremo il verdetto. Nel frattempo, i tre titoli in lizza compongono un ritratto vivido dell’Italia che siamo — tra memoria, storia e presente.
Francesca Brancato