“La gentilezza salverà il mondo”, è un modo di dire sempre più diffuso. Ma perché? Proviamo a ricorrere ad alcuni titoli per capirne l’essenza.
Nelle pagine di Se i gatti scomparissero dal mondo di Genki Kawamura (Einaudi, 2020), questa forza si manifesta attraverso il sacrificio. Davanti al patto con il Diavolo di eliminare oggetti dal pianeta per allungare la propria vita, il protagonista sceglie infine di accettare la morte. Decide di fermarsi pur di non privare chi ama dei propri ricordi, degli affetti e della silenziosa presenza del suo amato gatto Cavolo, preferendo il bene altrui alla sopravvivenza egoistica.
Se Kawamura ci mostra la gentilezza come rinuncia per proteggere il mondo, The Spellshop di Sarah Beth Durst (2024) la dipinge come lo spazio sicuro in cui ricostruirlo. In questo splendido cozy fantasy seguiamo le vicende di Kiela, una bibliotecaria costretta a fuggire da una rivoluzione portando con sé preziosi libri di magia proibita per rifugiarsi in una remota isola. Qui, il romanzo dimostra come la magia più potente non risieda negli incantesimi, ma nei piccoli atti di cura quotidiana. L’amore per la natura, la condivisione del
pane e l’accoglienza calorosa di una comunità di vicini protettivi si trasformano in un balsamo per l’anima e in un rifugio contro le avversità.
Per guardare a questo valore da una prospettiva più intima, La Gentilezza di Giuseppe Varone (Sampognaro & Pupi, 2024) offre un punto di vista interno ed essenziale. Il testo scava nell’animo umano per mostrarci il valore della gentilezza come totale apertura. Un’apertura sia verso il prossimo, nell’accoglierlo seppur diverso e distante da noi, sia verso noi stessi, nell’accettare quelle parti di noi diverse dall’ordinario a cui siamo abituati.
Questo libro ci ricorda che va bene essere sconosciuti anche a noi stessi nelle nostre mille sfaccettature, e che la vera cura parte proprio dall’accoglienza di ciò che non comprendiamo del tutto.
Infine, da un punto di vista di studio scientifico, I complimenti nella conversazione di Giovanna Alfonzetti (Editori Riuniti, 2009) ci offre un’analisi linguistica fondamentale. La gentilezza non è solo un sentimento, ma una pratica quotidiana che passa per le parole. Attraverso lo studio dei complimenti, l’autrice ci mostra come le nostre scelte linguistiche e l’interazione verbale siano strumenti precisi per costruire ponti, ridurre le distanze e connetterci empaticamente con gli altri.
Cos’è, dunque, la gentilezza e quanto è importante oggi? Spesso viene scambiata per debolezza o svalutata, eppure questi libri così diversi tra loro mi hanno ricordato perché non possiamo farne a meno. Che si esprima attraverso un sacrificio, un’atmosfera accogliente, un’analisi interiore o una parola ben calibrata, la gentilezza resta l’unico vero collante sociale capace di dare senso e bellezza al nostro stare al mondo.
Miriana Miraglia
